Dottore in tecniche psicologiche

Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro

 

Conseguimento del titolo professionale:

Il titolo professionale di dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro si consegue mediante il superamento di apposito esame di Stato.

Per l'ammissione all'esame di Stato è necessario aver compiuto un periodo di tirocinio di sei mesi, al quale si accede con il possesso di uno dei seguenti titoli:

I)     laurea nella classe 34 - Scienze e tecniche psicologiche (ex DM 509/99).

 

Condizioni per l’esercizio dell’attività professionale:

Per esercitare l’attività di dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro è necessario essere iscritti all’albo professionale degli psicologi, sezione B, settore delle tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro. Si possono iscrivere coloro che abbiano superato il relativo esame di Stato.

 

Attività professionale:

Formano oggetto dell’attività del dottore in  tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro:

a) realizzazione di progetti formativi diretti a promuovere lo sviluppo delle potenzialità di crescita individuale e di integrazione sociale, a facilitare i processi di comunicazione, a migliorare la gestione dello stress e la qualità della vita;

b) applicazione di protocolli per l'orientamento professionale, per l'analisi dei bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane;

c) applicazione di conoscenze ergonomiche alla progettazione di tecnologie e al miglioramento dell'interazione fra individui e specifici contesti di attività;

d) esecuzione di progetti di prevenzione e formazione sulle tematiche del rischio e della sicurezza;

e) utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l'analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell'interazione sociale, dell'idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;

f) elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;

g) collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;

h) attività didattica nell'àmbito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore;

 

Fonti:

d.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 (in G.U. 17 agosto 2001, n. 190 S.O.);

d.l. 9 maggio 2003, n. 105 (in G.U. 14 maggio 2003, n. 110), conv. in legge, con modificazioni, dall’art. 1  l. 11 luglio 2003, n. 170 (in G.U. 12 luglio 2003, n. 160).

 

Sito dell’Ordine Nazionale degli Psicologi: www.psy.it



Dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità

 

Conseguimento del titolo professionale:

Il titolo professionale di dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità si consegue mediante il superamento di apposito esame di Stato.

Per l'ammissione all'esame di Stato è necessario aver compiuto un periodo di tirocinio di sei mesi, al quale si accede con il possesso di uno dei seguenti titoli:

I)        titoli che danno accesso all’esame di Stato per la sezione A dell’albo degli psicologi, e cioè:

-          laurea specialiastica nella classe 58/S – Psicologia;

-          laurea in psicologia conseguita secondo il vecchio ordinamento.

II)     laurea nella classe 34 - Scienze e tecniche psicologiche.

 

Condizioni per l’esercizio dell’attività professionale:

Per esercitare l’attività di dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità è necessario essere iscritti all’albo professionale degli psicologi, sezione B, settore delle tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità. Si possono iscrivere coloro che abbiano superato il relativo esame di Stato.

 

Attività professionale:

Formano oggetto dell’attività professionale del dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità:

a) partecipazione all'èquipe multidisciplinare nella stesura del bilancio delle disabilità, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonché delle richieste e delle risorse dell'ambiente;

b) attuazione di interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con disabilità pratiche, con deficit neuropsicologici, con disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze;

c) collaborazione con lo psicologo nella realizzazione di interventi diretti a sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, a sviluppare reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilità;

d) collaborazione con lo psicologo negli interventi psico-educativi e nelle attività di promozione della salute, di modifica dei comportamenti a rischio, di inserimento e partecipazione sociale;

e) utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l'analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell'interazione sociale, dell'idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;

f) elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;

g) collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;

h) attività didattica nell'àmbito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.

 

Fonti:

-    d.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 (in G.U. 17 agosto 2001, n. 190 S.O.);

-    d.l. 9 maggio 2003, n. 105 (in G.U. 14 maggio 2003, n. 110), conv. in legge, con modificazioni, dall’art. 1  l. 11 luglio 2003, n. 170 (in G.U. 12 luglio 2003, n. 160).

 

Sito dell’Ordine Nazionale degli Psicologi: www.psy.it